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LE CAMPANE SUONANO ANCORA

Bells Still Toll

"Il Suono Eterno delle Campane della Chiesa" Il suono delle campane della chiesa è stato un elemento fondamentale nella cultura occidentale per secoli, servendo da richiamo agli aspetti più profondi e spirituali della vita. Dal segnare il passare del tempo all’invitarci a connetterci con il divino, le campane della chiesa suonano, sempre antiche e sempre nuove.

Quest’anno passato ho avuto l’enorme privilegio e la benedizione di vivere accanto alla cattedrale della mia diocesi. Questa maestosa chiesa barocca bianca è una nota attrazione turistica che ora chiamiamo la nostra parrocchia.

Ogni sera, alle cinque e quarantacinque, il suono delle campane della cattedrale si diffonde per tutta la città, echeggiato dalle campane della chiesa sull’altra collina. La domenica, prima di ogni messa, cioè alle 8, 10, 12, 15 e 18, il suono delle campane riempie l’aria per circa dieci minuti. Mi sveglio al suono delle campane, vado a messa ascoltandole, chiudo la giornata e saluto la calma serale con esse. Ma perché abbiamo ancora le campane della chiesa nel 2023?

La storia occidentale è intrisa del suono delle campane della chiesa. Da San Benedetto, a Dante, a Chesterton e Santa Teresa di Lisieux, il suono delle campane accompagna l’inizio e la fine delle vite terrene sia delle persone più rinomate che delle più ordinarie. È un suono molto antico e molto specifico, da non confondere con il rumore del traffico, i cantieri o le sirene, un suono che trafigge la realtà fisica, raggiungendo quella parte di noi che cerca il metafisico. Noi, popolo di Dio, non importa quanto vicini o lontani da Lui, abbiamo ascoltato questo suono fin dall’alba della nostra civiltà, nei nostri giorni più giovani, abbiamo ascoltato la ninna nanna cantata dalla nostra Madre Chiesa. Mille anni dopo, forse più vecchi di noi, abbiamo questo suono profondamente radicato in noi e che evoca sentimenti verso cose più alte, nonostante la nostra amnesia della prima infanzia e delle vesti regali che la nostra Madre indossava un tempo nei suoi giorni di gloria. Va oltre il tempo e continua a percorrere la storia come un filo rosso sensoriale. Sempre antiche e sempre nuove, come direbbe Sant’Agostino.

Le campane della chiesa segnano anche il tempo quotidiano. Viviamo in un mondo dove il senso del tempo spesso si perde nella velocità, confondendo i confini tra giorni, settimane, anni. Nella nostra città le campane suonano ogni giorno feriale prima delle sei del pomeriggio. Un altro giorno, un altro suono di campana. Mai fermarsi, mai troppo tardi o troppo presto, come la legge di Dio che precede la creazione del mondo. Ancora di più durante il giorno del Signore. La mattina presto chiama alla celebrazione della Messa, il suono della campana entra dalle finestre delle camere da letto, proclamando il giorno di riposo e di festa. Come per i lavoratori edili un tempo – la campana chiamava per la pausa pranzo. Le nostre campane domenicali chiamano a una pausa che ci permette di guardare la vita, il mondo e le persone e, di nuovo, dopo sei giorni di lavoro, insieme al Creatore gioire nel vedere che «è buono».

Le campane della chiesa parlano dell’Incarnazione. Chiamano a una più stretta unione tra corpo e anima. Il suono che raggiunge le mie orecchie è il suono che chiama la mia anima. È più che le cifre sul mio orologio, una notifica sul mio telefono, è un’abitudine spirituale. La Chiesa conosceva bene il corpo umano, dandogli un posto d’onore nella liturgia, facendolo partecipare al culto in unione con l’anima: attraverso l’odore dell’incenso, il genuflettersi, il inginocchiarsi, il canto. Le campane preparano il tuo corpo a uno stato d’animo diverso. Se sei cattolico, è il suono di casa, il suono che chiama all’istinto più alto, anzi, al più alto di tutti, quello di adorare. Anche se ti trovi a Notre Dame de Paris, a San Pietro a Roma o in una piccola chiesa di campagna accanto a cui sono cresciuti i tuoi genitori, il suono delle campane è un richiamo a casa per vedere il tuo Padre.

Le campane della chiesa riecheggiano da un tempo nella storia in cui le persone vedevano il mondo con incanto, non dando per scontati la creazione, la vita e se stessi, ma piuttosto, inspirando profondamente il mistero dell’esistenza e gioendo in esso attraverso la bellezza e il culto. Una famosa citazione ci avverte di non chiedere per chi suona la campana, eppure, prima che suoni per te, molte, molte volte prima, ti invita a vivere, sempre più pienamente, sempre più in contatto con il divino e il mistero che si compie su una collina tra cielo e terra, ogni giorno alle sei, di sicuro.