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La Novena della Consacrazione: O Gesù, mi affido a Te

The Surrender Novena Prayer: O Jesus, I Surrender Myself to You
Archivio del Sacro Cuore di Gesù - La Crociata Cattolica

 

Sia lodato Gesù Cristo!

In questi tempi turbolenti, quando le anime gemono sotto il peso dell’ansia, della malattia, delle difficoltà economiche e dell’aridità spirituale, la Santa Madre Chiesa ci pone davanti un rimedio celeste di fiducia filiale: la Novena della Abbandono. Rivelata dal Signore Nostro Gesù Cristo stesso al Servo di Dio Padre Dolindo Ruotolo (1882–1970), questa novena dell’abbandono invita ogni anima fedele a ripetere con perfetto abbandono: “O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!”

Questa novena dell’abbandono non è un’innovazione moderna, ma un ritorno al comando eterno del Vangelo del Nostro Divino Maestro: “Non siate in ansia per la vostra vita… Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,25.33). Radicata nella dottrina perenne della Divina Provvidenza e nella tradizione mistica del totale abbandono insegnata dai Padri e Dottori della Chiesa, la preghiera della novena dell’abbandono ha consolato innumerevoli cattolici tradizionali che hanno affidato le loro preoccupazioni al Sacro Cuore di Gesù.

L’Origine della Novena dell’Abbandono

La novena dell’abbandono nacque dalle locuzioni interiori che il Signore concesse a Padre Dolindo Ruotolo, umile sacerdote napoletano che si offrì come anima vittima per l’umanità e la Chiesa. Gesù parlò direttamente a questo fedele servo, esortandolo al completo abbandono affinché Egli potesse agire con piena libertà nelle nostre vite. Come attestato da fonti cattoliche affidabili, tra cui Catholic Exchange e i materiali biografici ufficiali conservati da coloro che promuovono la sua causa di beatificazione, queste parole furono trascritte da Padre Dolindo e fedelmente trasmesse da allora.

Padre Dolindo, affettuosamente noto come “il vecchietto di Maria,” visse una vita di profonda sofferenza e santità nascosta. Contemporaneo di San Padre Pio — che dichiarò: “Tutto il paradiso è nella tua anima” e indirizzò i penitenti a lui — Padre Dolindo portò sofferenze simili alle stigmate e una paralisi completa nell’ultimo decennio della sua vita. Eppure, nella sua agonia, imparò il segreto della pace: lasciare che Gesù “si prenda cura di tutto.”

 

BIOGRAFIA e Autobiografia – Dolindo Ruotolo

 

Chi Fu il Servo di Dio Padre Dolindo Ruotolo?

Nato il 6 ottobre 1882 a Napoli e morto il 19 novembre 1970, Don Dolindo fu ordinato sacerdote a ventitré anni e trascorse il suo ministero in instancabile direzione spirituale, scrittura e carità eroica. La Chiesa Cattolica gli ha conferito il titolo di Servo di Dio; la sua causa di beatificazione procede presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Si definiva un “megafono dello Spirito Santo” e visse la spiritualità del totale abbandono mariano e cristocentrico. La sua vita risuona con le parole di San Paolo: “Sono stato crocifisso con Cristo; non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Come Pregare la Novena dell’Abbandono

La preghiera della novena dell’abbandono si recita per nove giorni consecutivi. Inizia ogni giorno con il Segno della Croce e l’intenzione per la tua particolare necessità. Leggi la breve riflessione data da Gesù, poi ripeti dieci volte con amorevole insistenza:

O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!

Concludi con un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria, e la seguente preghiera composta da Padre Dolindo:

“Madre, ora e per sempre sono tuo. Per mezzo tuo e con te, voglio sempre appartenere completamente a Gesù.”

Segue il testo completo di ogni giorno, tratto letteralmente dalla trasmissione autentica delle parole del Signore a Padre Dolindo:

Giorno 1 Perché vi confuse con le preoccupazioni? Lasciate a Me la cura delle vostre faccende e tutto sarà pace. Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono a Me produce l’effetto che desiderate e risolve ogni situazione difficile. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 2 Abbandonarsi a Me non significa agitarsi, essere turbati o perdere la speranza, né significa offrirmi una preghiera preoccupata chiedendomi di seguirvi e trasformare la vostra ansia in preghiera. È contro questo abbandono, profondamente contro, preoccuparsi, essere nervosi e desiderare di pensare alle conseguenze di qualsiasi cosa. È come la confusione che provano i bambini quando chiedono alla madre di occuparsi dei loro bisogni, e poi cercano di occuparsene da soli affinché la madre veda i loro sforzi infantili e cerchi di aiutarli. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, distogliere i pensieri dalle tribolazioni e mettersi nelle mie cure, affinché agisca solo Io, dicendo: “Tu occupatene.” O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 3 Quante cose faccio quando l’anima, in tanta necessità spirituale e materiale, si rivolge a Me, Mi guarda e Mi dice: “Tu occupatene,” poi chiude gli occhi e riposa. Nel dolore pregate che Io agisca, ma che agisca secondo il vostro volere. Non vi rivolgete a Me; invece, volete che Io mi adatti alle vostre idee. Non siete malati che chiedono al medico una cura, ma malati che dicono al medico come curarli. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 4 Vedete il male crescere invece di diminuire? Non preoccupatevi. Chiudete gli occhi e dite a Me con fede: “Sia fatta la tua volontà! Tu occupatene.” Vi dico che Me ne occuperò, e che interverrò come fa un medico, e compirò anche miracoli quando saranno necessari. Vedete che il malato peggiora? Non turbatevi, ma chiudete gli occhi e dite: “Tu occupatene.” Vi dico che Me ne occuperò, e che non c’è medicina più potente del Mio amorevole intervento. Per amore Mio, ve lo prometto. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 5 E quando dovrò condurvi su un sentiero diverso da quello che vedete, vi porterò tra le braccia; vi farò ritrovare, come bambini addormentati tra le braccia della madre, sull’altra riva del fiume. Ciò che vi turba e vi ferisce immensamente è la vostra ragione, i vostri pensieri e le vostre preoccupazioni, e il vostro desiderio a ogni costo di affrontare ciò che vi affligge. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 6 Siete insonni; volete giudicare tutto, dirigere tutto e occuparvi di tutto, e vi abbandonate alla forza umana, o peggio—agli uomini stessi, confidando nel loro intervento—questo è ciò che ostacola le Mie parole e i Miei sguardi. Oh, quanto desidero da voi questo abbandono, per aiutarvi, e quanto soffro nel vedervi così agitati! Satana cerca proprio questo: agitare voi e allontanarvi dalla Mia protezione e gettarvi nelle fauci dell’iniziativa umana. Quindi, confidate solo in Me, riposate in Me, abbandonatevi a Me in tutto. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 7 Compio miracoli in proporzione al vostro completo abbandono a Me e al non pensare a voi stessi. Semino tesori di grazie quando siete nella più profonda povertà. Nessuna persona ragionevole, nessun pensatore, ha mai compiuto miracoli, neppure tra i santi. Fa opere divine chi si abbandona a Dio. Quindi non pensateci più, perché la vostra mente è a riposo, e per voi è molto difficile vedere il male e confidare in Me senza pensare a voi stessi. Fate questo per tutte le vostre necessità, fate questo tutti voi, e vedrete grandi continui miracoli silenziosi. Io mi prenderò cura delle cose. Ve lo prometto. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 8 Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dalla corrente fluente della Mia grazia; chiudete gli occhi e non pensate al presente, distogliendo i pensieri dal futuro come fareste con la tentazione. Riposate in Me, credendo nella Mia bontà, e vi prometto per amore Mio che se direte “Tu occupatene” Me ne occuperò di tutto; vi consolerò, libererò e guiderò. O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

Giorno 9 Pregate sempre pronti all’abbandono, e riceverete da Me grande pace e grandi ricompense, anche quando vi concederò la grazia dell’immolazione, del pentimento e dell’amore. Allora che importa la sofferenza? Vi sembra impossibile? Chiudete gli occhi e dite con tutta l’anima: “Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!” Non abbiate paura, Me ne occuperò, e voi benedirete il Mio nome umiliandovi. Mille preghiere non valgono un solo atto di abbandono—ricordatelo bene. Non c’è novena più efficace di questa: “O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!” O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto! (10 volte)

 

O Gesù mi Abbandono a Te. Tu Prenditi Cura Novena

 

La Teologia dell’Abbandono nella Tradizione Cattolica

La novena cattolica dell’abbandono incarna perfettamente l’insegnamento perenne della Chiesa sul santo abbandono. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che “la preghiera della fede consiste in un’accettazione incondizionata del potere della Parola di Dio… e in un’obbedienza amorosa al Signore” (CCC 2717). San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa, scrive nel suo Trattato sull’Amore di Dio che l’abbandono perfetto è la vetta della carità. Santa Teresa di Lisieux visse questa “piccola via” della fanciullezza spirituale, confidando in Gesù anche nelle tenebre.

Lo stesso Signore Nostro praticò il totale abbandono: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Lc 22,42). La preghiera della novena dell’abbandono è quindi un’eco del Getsemani e una scuola di conformità alla Divina Volontà.

Fondamenti Scritturali

La novena dell’abbandono poggia saldamente sulla Sacra Scrittura. Il nostro Divino Salvatore comanda: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Mt 11,28). San Pietro esorta: “Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1 Pt 5,7). San Paolo ci assicura: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni cosa, con preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti, fate conoscere le vostre richieste a Dio. E la pace di Dio… custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (Fil 4,6-7).

Integrare la Novena dell’Abbandono nella Vita Quotidiana Cattolica

I cattolici tradizionali che recitano quotidianamente la novena di Padre Dolindo Ruotolo riferiscono una profonda pace, la risoluzione di situazioni impossibili e un’unione più profonda con il Sacro Cuore. Abbinala al Santissimo Rosario, alla frequente Confessione, alla degna Comunione e alla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Offrila specialmente per la Chiesa in crisi, per i sacerdoti perseguitati e per la conversione dei peccatori.

 

CUORE IMMACOLATO DI MARIA | Il Centro di Fatima

 

Un Pio Invito all’Azione Caro lettore, proprio oggi inizia la preghiera della novena dell’abbandono. Inginocchiati davanti a un crocifisso o a un’immagine del Sacro Cuore. Dì con tutto l’amore della tua anima: “O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!” Affida a Lui la tua famiglia, la tua vocazione, le tue prove, la tua stessa eternità a Colui che ti ama più di quanto tu possa immaginare. Poi rivolgiti alla Beata Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie, e consacrati di nuovo al suo Cuore Immacolato.

Possa il Servo di Dio Padre Dolindo intercedere per noi, e possa la pace che supera ogni intelligenza custodire i vostri cuori in Cristo Gesù.

O Gesù, mi abbandono a Te; prenditi cura di tutto!

Nel Santissimo Nome di Gesù, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e dell’intercessione di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale.